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Che cosa è il social recruiting?

Tutto cambia. In meglio o in peggio. Ma questa volta è proprio il caso di scegliere la prima opzione. Di cosa sto parlando? Semplice, del social recruiting.

Infatti, grazie al social recruiting, il selezionatore può accedere a dati ma anche sondare la  personalità, il carattere, le predisposizioni e doti dei candidati prima ancora di conoscerli.

Da parte sua, il candidato, deve costruirsi una reputazione online solida, mettendo in evidenza le capacità, l’esperienza e la professionalità senza pubblicare false notizie che andrebbero a diminuire le possibilità di essere assunti. E’ importante, però, ricordarsi di utilizzare tutti i profili social creati.

Usando questo metodo innovativo le aziende possono migliorare la propria immagine come datori di lavoro, richiamare a sé i migliori talenti, fidelizzarli una volta acquisiti e creare una cultura d’impresa capace di valorizzare le figure chiave e il loro operato, trasformando i propri “employee” in veri e propri ambasciatori del brand, senza confini di target e mercati.

Ormai, ignorare i social media è diventato quasi impossibile dati gli innumerevoli vantaggi che se ne possono ricavare e fortunatamente, secondo i dati di getyourblabon.com dal 2009 al 2012 il numero di aziende che usano i Social Media per cercare personale è passato dall’81% al 92%. Con il 93% LinkedIn si colloca in testa alla classifica dei social media più utilizzati per la selezione del personale seguito da Facebook, Twitter, Google+ e YouTube.

Insomma, nella nostra era, quella digitale, grazie alle nuove procedure di ricerca di lavoro e talenti, si aprono scenari, opportunità, necessità e responsabilità che ai tempi del semplice curriculum vitae cartaceo o diffuso via e-mail non si immaginavano neanche lontanamente.