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Intelligenza cognitiva: Watson

Watson è un sistema di intelligenza cognitiva in grado di rispondere a domande costruito da IBM, descritto come un’applicazione avanzata di elaborazione del linguaggio naturale, information retrieval, rappresentazione della conoscenza, ragionamento automatico, e tecnologie di apprendimento automatico senza restrizioni di argomento. Watson può analizzare 500GB, equivalenti ad un milione di libri, ogni secondo.

L’idea proviene dall’intenzione di Lickel, il responsabile delle ricerche di IBM, di voler superare il campione di un famoso quiz televisivo statunitense. Così nacque Watson. Ovviamente le sue prime performance, risalenti al 2006, non dettero risultati straordinari. Infatti, su 500 domande riuscì a rispondere in maniera corretta solo a 75, nettamente superato dal miglior concorrente umano che ne sbagliò solo 25. Fu durante il 2011 che finalmente riuscì a superare l’intelligenza umana pur avendo avuto difficoltà con alcune categorie di domande. La IBM ha donato le vincite di Watson ad associazioni benefiche: World Community Grid e World Vision.

Nonostante questo c’è chi, come il filosofo John Searle, ritiene che Watson non possa realmente pensare, sostenendo che è capace solo di manipolare simboli, ma non ha la capacità di comprendere il significato di essi.

L’obiettivo di IBM è quello di avere computer in grado di interagire nel linguaggio naturale con gli uomini attraverso una vasta gamma di applicazioni e processi, capendo le domande poste dagli esseri umani e fornire risposte in un linguaggio comprensibile da essi. Da quando questo accade, il sistema è utilizzato in ricerche legali, telecomunicazioni, servizi finanziari, scelte di governo ma anche in ambito sanitario sfruttando le sue capacità di analisi di dati.