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Das HumanKapital - Artigiani del Benessere Organizzativo

Cosa sono le relazioni umane?

Lo sapevate che ad ogni atto comunicativo tra due o più individui, che sia volontario oppure involontario, corrisponde una relazione?

Seppur ogni essere umano è diverso dal resto del mondo è impossibile non entrare in relazione. Questo ci permette di stabilire che ogni relazione è unica, cioè basata su regole che emergono in modo del tutto spontaneo e col passare del tempo.

Figura importante nel campo della sociologia industriale fu Elton Mayo. Nato in Australia nel 1880, è ricordato per gli studi che l’hanno portato a dimostrare che la base della soddisfazione nel lavoro è di natura non economica. La teoria tayloristica fu così capovolta: i lavoratori la respinsero poiché era un sistema imposto che non teneva conto del parere dei lavoratori.

Dunque, già nel 1954, e per la precisione il 27 aprile a Milano, si tenne il primo convegno nazionale a proposito delle relazioni umane nell’industria indetto dall’Istituto di Studi sul Lavoro.

Due dei più importanti discorsi furono tenuti da Achille Marazza e Guido Corbellini.

Una parte del primo, tenuto dal Presidente dell’Istituto di Studi sul Lavoro Achille Marazza, è il seguente: “Gli uomini che partecipano al processo produttivo hanno dei cuori, non delle braccia soltanto; dei sentimenti, non soltanto un’intelligenza; delle idee, non soltanto delle capacità. Le braccia, l’intelligenza, la capacità tecnica si possono appagare con denaro contante; ma nessun denaro pagherà mai i battiti d’un cuore, gli impulsi di un sentimento, la scintilla di un’idea. Siamo tutti convinti che il primo bisogno di coloro che lavorano è di potersi guadagnare la vita in un clima di tranquillità e di sicurezza. Ma non basta. Chi lavora, qualunque sua la sua posizione nella scala gerarchica delle responsabilità aziendali, vuole essere trattato da uomo; vuole scoprire il senso generale ed umano della sua fatica quotidiana; chiede di poter sviluppare le sue attitudini migliori, di poter fornire il lavoro cui si sente più idoneo, di essere trattato con spirito di eguaglianza. “Relazioni Umane” significano appunto rapporto quotidiano sincero, da uomo a uomo, nell’ambito dell’impresa e fuori dell’impresa. Ed è inutile obbiettare che da anni ormai, anche in Italia, si sta facendo una politica assistenziale di avanguardia: nidi di infanzia, colonie marine e montane, assicurazioni contro le malattie, gli infortuni, la vecchiaia ecc.. Tutto questo è ottima cosa; ma questa è assistenza, non solo “relazioni umane”. Non si tratta di vedere quello che si è fatto per gli operai; ma quello che si è fatto e che si intende fare con gli operai. Se mi permetteste di lanciare un aforisma, vorrei sintetizzare così tutta la nostra dottrina; il fare per è assistenza; il fare senza è paternalismo o dittatura più o meno illuminata; il fare contro è lotta di classe: ma solo il fare con è avere sane relazioni umane, è collaborazione.”

Nel seguente, il presidente della giunta del Comitato Nazionale della Produttività Guido Corbellini, affermò che :“Bisogna entrare coraggiosamente, beninteso con tutte le garanzie e le cautele necessarie, nell’organizzazione aziendale per cambiare quello che oserei chiamare il clima dei rapporti che intercedono nelle diverse gerarchie della produzione e che deve dare l’impronta ai nuovi indirizzi delle relazioni umane del lavoro. Intendo di riferirmi ai criteri ed ai metodi da adottare nel campo della consultazione mista e della partecipazione ai benefici aziendali. Dobbiamo ormai accettare il principio essenziale che tutto il complesso dei dipendenti dell’azienda, per essere consapevoli del lavoro del lavoro che sono chiamati a svolgere, hanno bisogno  di essere periodicamente informati di quali sono i principali problemi tecnici, economici, e commerciali  che essa deve risolvere e quali difficoltà si presentano per superarli. Solo conoscendo la strada da percorrere si potrà sperare di ottenere un’intelligente collaborazione di tutti gli interessati ad un fine comune. Si tratta appunto di quelle comunicazioni a “doppio binario” come le ha chiamate il mio amico Marazza, per quanto a me, vecchio ferroviere, questa espressione che ricorda una altra mia attività non mi sembri molto esatta perché nel doppio binario vi sono due correnti diverse di traffico che non sono tra loro collegati. Soltanto una serena conoscenza diffusa degli obbiettivi finali a cui deve giungere ogni azienda può dileguare preconcetti o falsi giudizi e mantenere consapevolmente sereno l’ambiente del lavoro, così facilmente soggetto a venire inasprito. Sono dunque gli scambi di comunicazioni e di idee che debbono venire sempre più diffuse tra dirigenti e lavoratori.”

Già 62 anni fa si parlava di relazioni umane, dell’importanza della non-sottovalutazione dell’operaio nell’azienda, dei rapporti tra le differenti figure del mondo del lavoro e dell’essenziale atto di condividere e comunicare idee. E adesso, nel 2016, ci sono tutti i presupposti per continuare a migliorare sempre più la vita del lavoratore. Detto ciò continuate a seguire i nostri progressi!

 

“Quando trattiamo con la gente, ricordiamo che non stiamo trattando con persone dotate di logica. Noi stiamo trattando con creature dotate di emozioni, creature agitate da pregiudizi e motivate dalla superbia e dalla vanità”

-Dale Carnegie